Autovelox di ultima generazione installato lungo una strada italiana

Autovelox non omologati: cosa cambia nel 2026 e come verificare se una multa è valida

Dal luglio 2026 il sistema dei controlli elettronici della velocità è cambiato in modo significativo. Infatti, l’entrata in vigore del nuovo decreto ministeriale ha imposto lo stop a centinaia di autovelox che non rispettavano i requisiti previsti dalla normativa.

L’obiettivo della riforma è duplice. Da una parte si punta a garantire controlli più affidabili e trasparenti. Dall’altra si vuole ridurre il numero di ricorsi presentati dagli automobilisti, spesso basati sulla differenza tra dispositivi semplicemente approvati e strumenti realmente omologati.

Per chi guida è quindi importante conoscere cosa cambia, quali autovelox possono continuare a rilevare le infrazioni e in quali casi una multa potrebbe essere contestata.

Perché oltre 850 autovelox sono stati spenti

Con l’entrata in vigore del decreto dell’8 giugno 2026, circa 850 autovelox installati sul territorio nazionale sono stati temporaneamente disattivati.

Il motivo è semplice: questi dispositivi non risultavano conformi ai nuovi requisiti di omologazione previsti dalla normativa.

Fino a oggi molti strumenti erano stati soltanto approvati dal Ministero competente. Tuttavia, diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno ribadito che l’approvazione non può sostituire l’omologazione richiesta dal Codice della Strada.

Di conseguenza, gli enti proprietari delle strade hanno dovuto sospendere i dispositivi non conformi fino al completamento delle verifiche previste dal nuovo decreto.

Qual è la differenza tra approvazione e omologazione?

Questo è il punto centrale dell’intera riforma.

L’approvazione certifica che un modello di autovelox può essere commercializzato e utilizzato secondo determinate caratteristiche tecniche.

L’omologazione, invece, rappresenta una verifica molto più approfondita. Non riguarda solo il progetto iniziale, ma conferma anche che il dispositivo rispetti tutti gli standard richiesti dal Codice della Strada e continui a garantire misurazioni precise durante il suo utilizzo.

Per questo motivo il nuovo decreto introduce controlli più rigorosi che interesseranno ogni fase della vita operativa dello strumento.

Controlli più severi anche dopo l’installazione

Le verifiche non termineranno con l’omologazione iniziale.

Infatti, ogni autovelox dovrà mantenere nel tempo gli standard richiesti dalla normativa.

Saranno quindi effettuati controlli periodici sulla precisione delle misurazioni e sul corretto funzionamento del dispositivo.

Inoltre, dopo interventi di manutenzione straordinaria, sostituzioni di componenti o aggiornamenti software, sarà necessario effettuare nuove verifiche prima della rimessa in servizio.

Questo sistema punta ad aumentare l’affidabilità degli strumenti e a offrire maggiori garanzie sia agli enti pubblici sia agli automobilisti.

Primo piano di un autovelox installato lungo una strada

Cosa succede agli autovelox già installati?

Non tutti gli strumenti presenti sulle strade dovranno ripartire da zero.

Il decreto prevede infatti una disciplina transitoria.

Alcuni modelli, già approvati in passato e conformi ai requisiti tecnici indicati dalla normativa, potranno essere considerati automaticamente omologati.

Per altri dispositivi sarà invece necessario presentare documentazione tecnica aggiuntiva oppure superare specifiche prove di laboratorio prima di poter tornare operativi.

Di conseguenza, il numero degli autovelox attivi potrà aumentare progressivamente nei prossimi mesi, man mano che gli enti completeranno l’iter previsto dalla legge.

Le sentenze della Cassazione hanno cambiato lo scenario

L’attuale situazione nasce da un lungo percorso giurisprudenziale.

La svolta è arrivata con una serie di pronunce della Corte di Cassazione che hanno evidenziato come la semplice approvazione ministeriale non fosse sufficiente a soddisfare quanto previsto dal Codice della Strada.

Da quel momento numerosi automobilisti hanno ottenuto l’annullamento delle sanzioni dimostrando che il dispositivo utilizzato non risultava correttamente omologato.

Il nuovo decreto nasce proprio con l’obiettivo di superare questa incertezza normativa e definire regole uguali per tutti.

Come verificare se una multa può essere contestata

Uno degli aspetti più interessanti introdotti dalla nuova disciplina riguarda la possibilità, per gli automobilisti, di verificare se il dispositivo che ha rilevato l’infrazione fosse effettivamente autorizzato a operare.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette infatti a disposizione il portale Velox MIT, attraverso il quale è possibile ricercare un autovelox utilizzando:

  • il Comune in cui è installato;
  • l’ente che ha effettuato l’accertamento;
  • il codice identificativo riportato nel verbale.

Questa verifica rappresenta un primo passo importante prima di valutare un eventuale ricorso.

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Documenti per il ricorso contro una multa da autovelox

Quando è possibile presentare ricorso

Se emergono dubbi sulla regolarità del dispositivo, il verbale può essere impugnato seguendo le procedure previste dalla legge.

In particolare, il ricorso può essere presentato:

  • al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica della multa;
  • al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica.

Prima di intraprendere qualsiasi iniziativa è comunque consigliabile analizzare attentamente tutta la documentazione riportata nel verbale.

Infatti, la semplice presenza di un autovelox tra quelli sospesi non comporta automaticamente l’annullamento della sanzione. Ogni situazione deve essere valutata considerando le caratteristiche del dispositivo, la normativa applicabile e gli eventuali aggiornamenti intervenuti dopo l’accertamento.

Più trasparenza per gli automobilisti

La nuova disciplina non punta soltanto a regolamentare gli strumenti di rilevazione della velocità.

L’obiettivo è anche quello di aumentare la fiducia dei cittadini nei controlli stradali.

Negli ultimi anni, infatti, numerose contestazioni hanno alimentato dubbi sull’affidabilità di alcuni dispositivi e sulla loro corretta autorizzazione.

Con procedure di omologazione più rigorose e verifiche periodiche obbligatorie, il sistema dovrebbe diventare più trasparente e uniforme su tutto il territorio nazionale.

Di conseguenza, anche gli enti locali potranno contare su strumenti più affidabili, mentre gli automobilisti avranno maggiori garanzie sulla legittimità degli accertamenti.

Cosa cambia per i Comuni

Anche le amministrazioni comunali dovranno adeguarsi alle nuove regole.

Gli enti proprietari degli autovelox sono infatti chiamati a verificare che ogni dispositivo rispetti i requisiti previsti dal decreto.

Qualora un apparecchio non risultasse conforme, dovrà essere sospeso fino al completamento dell’iter di omologazione oppure sostituito con un modello idoneo.

Questo comporta investimenti e controlli aggiuntivi. Tuttavia, riduce sensibilmente il rischio di ricorsi e di annullamento delle sanzioni.

Perché questa riforma è importante

La distinzione tra approvazione e omologazione ha rappresentato per anni uno dei principali motivi di contenzioso in materia di multe per eccesso di velocità.

Grazie al nuovo decreto, il legislatore ha definito una procedura più chiara e rigorosa.

Inoltre, i controlli periodici garantiranno che gli autovelox continuino a misurare la velocità con precisione anche dopo anni di utilizzo.

Il risultato atteso è un sistema più affidabile, capace di tutelare sia la sicurezza stradale sia i diritti degli automobilisti.

Conclusione

Gli autovelox non omologati rappresentano uno dei temi più discussi del nuovo Codice della Strada. Le novità introdotte nel 2026 segnano un cambiamento importante, perché fissano regole più precise sull’utilizzo dei dispositivi e sulle verifiche necessarie per mantenerli in servizio.

Se ricevi una multa per eccesso di velocità, è sempre opportuno verificare quale apparecchio abbia effettuato il rilevamento e accertarsi che sia conforme alla normativa vigente. Un controllo preventivo può aiutare a comprendere se esistano i presupposti per un eventuale ricorso.

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Automobilista che verifica una multa ricevuta per eccesso di velocità

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